Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapia breve - ANORESSIA
Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapia breve
ANORESSIA
 
Una grande fortuna è una grande schiavitù.
                                                                                 Seneca
 
 
Secondo il DSM-IV TR (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, 2002) i principali sintomi dell’Anoressia Nervosa sono:
 
  • il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale;
  • l'intenso timore di acquistare peso;
  • un'alterazione dell’immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni corporee.
 
Inoltre nel sesso femminile, in epoca post-puberale, vi è amenorrea, ossia l'interruzione o l'assenza delle mestruazioni. 
Il termine anoressia letteralmente significa "perdita di appetito" (dal greco ἀνορεξία anorexía, comp. di an- priv. e órexis 'appetito') ma è inappropriato poiché è rarissima la perdita di appetito. Solitamente la persona ha molta fame ma resiste.
L’individuo mantiene un peso corporeo al di sotto di quello minimo normale per l’età e l’altezza.
C'è da dire che quando l’Anoressia Nervosa si manifesta nella fanciullezza o nella prima adolescenza, può esserci incapacità di raggiungere il peso previsto (es. durante il periodo della crescita in altezza) piuttosto che una vera e propria perdita di peso.
Di solito viene fornito un limite di riferimento per stabilire se la persona sia sottopeso: infatti è considerato tale un individuo con un peso corporeo al di sotto dell’85% del peso normale per età ed altezza (e questo viene calcolato in riferimento alle tabelle utilizzate dalle Compagnie di Assicurazione per le polizze sulla vita o ai diagrammi di crescita pediatrici).
La perdita di peso è primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta.
Sebbene la restrizione calorica possa essere inizialmente limitata all’esclusione di cibi considerati ipercalorici, nella maggior parte dei casi questi soggetti finiscono per avere una alimentazione rigidamente limitata a poche categorie di cibi.
In aggiunta possono essere messe in atto condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e diuretici) o la pratica eccessiva di attività fisica, allo scopo di perdere peso. L’intensa paura di “diventare grassi”, presente nei soggetti con questo disturbo, non è solitamente mitigata dal decremento del peso.
Anzi, in molti casi la preoccupazione per il peso corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.
La percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti in questi soggetti.
Alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce. Possono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”.
Nei soggetti con Anoressia Nervosa i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo.
La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene esperito come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.
Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti con questo disturbo negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato di emaciazione.
L’amenorrea presente nei soggetti di sesso femminile in fase post-puberale con Anoressia Nervosa (legata a livelli patologicamente bassi di estrogeni circolanti dovuti ad una diminuita secrezione di FSH ed LH ipofisari) è la spia di una disfunzione endocrina. L’Amenorrea fa solitamente seguito al calo ponderale, ma, in una minoranza di soggetti, può precederlo. In epoca pre-puberale, il disturbo può condurre ad un ritardo della comparsa del menarca.
Il soggetto generalmente giunge all’osservazione medica, sotto pressione dei familiari, quando la perdita di peso (o l’incapacità di acquistarlo) si fa marcata.
Se è il soggetto stesso a ricercare un aiuto professionale, di solito questo avviene per il disagio relativo alle conseguenze somatiche e psicologiche del disturbo; raramente gli individui con Anoressia Nervosa appaiono preoccupati per il dimagrimento di per sé.
Spesso manca la consapevolezza di malattia, oppure questa viene fermamente negata, cosicché gli individui con Anoressia Nervosa sono inaffidabili anche per la semplice raccolta anamnestica.
 
 
 
 
 
BIBLIOGRAFIA:
 
 
American Psychiatric Association (2002) Diagnostic and statistical manual of mental disorders. APA, Washington. 
 
Lyddon, W.J., Jones, J.V. (2002) L’approccio evidence-based in psicoterapia. McGraw-Hill, Milano.
 
Martin G., Pear J. (2000) Strategie e tecniche per il cambiamento.La via comportamentale. McGraw-Hill, Milano.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Psicologo Reggio Emilia e Carpi (Mo)