Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapia breve - FOBIA SOCIALE
Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapia breve
 FOBIA SOCIALE
 
Sull'esito di ogni avvenimento in corso si fanno sempre tante ipotesi che, comunque finisca, si troverà sempre qualcuno che dirà: “l'avevo detto".
                                                                              
                                                                                               Lev Tolstoj
 
Psicologo psicoterapeuta psicoterapia breve. A Carpi (Mo) e Reggio Emilia
La fobia sociale o ansia sociale è la paura di stare male mentre si è insieme ad altre persone.
Così la persona tende a evitare i luoghi pubblici dove ci sono altre persone, oppure evita di andare fuori a cena con persone che non conosce o di parlare in pubblico.
In realtà questa forma di panico nasconde anche altre componenti, come per esempio la paura del giudizio degli altri.
Questa persona vive con il timore continuo di essere giudicate male dagli altri e la domanda che si fa spesso è la seguente: “.... e se divento rosso mentre sono con gli altri?? ... e se mi sento il panico...?? ... Chissà gli altri cosa penseranno di me…”.
Le situazioni sociali, perciò, vengono generalmente evitate o vissute dall'individuo con particolare preoccupazione; l'esposizione alla situazione temuta provoca quasi sempre ansia, che può prendere la forma di un attacco di panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione (Lyddon, Jones, 2002).
Vi può anche essere paura di imbarazzarsi, del rifiuto, di commettere errori, di avere reazioni fisiologiche (per esempio sudare o diventare rossi).
Esiste anche un sotto tipo di fobia sociale, definito "generalizzato".
Questo sotto tipo si riscontra quando le paure sono estese alla maggior parte delle situazioni sociali.
Comunque, come ho detto sopra, la caratteristica centrale della fobia sociale è il forte desiderio di dare una buona impressione di sé agli altri e questo è accompagnato da una grossa insicurezza e incertezza sulla sua riuscita.
Importante è sottolineare come molte paure siano normali, soprattutto nell'infanzia.
Solo le paure che interferiscono con la vita sociale quotidiana o che creano un intenso disagio sociale possono diagnosticarsi come fobia sociale. 
Rientra nella fobia sociale anche l’ereutofobia, ossia la paura di arrossire di fronte agli altri.
Per dirla con le parole di Platone, “non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l'insuccesso: voler accontentare tutti”. Come dice Goethe, “da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro”.
 
  
 
 
 
 
Bibliografia:
 
Anchisi R., Gambotto  D.M. Non solo comunicare: teoria e pratica del comportamento assertivo. Cortina, 1995.
 
Atti del Ciclo di Seminari  Le Psicoterapie brevi. Modena, 2006.
 
Beidel D. C., Turner S. M. Timidezza e fobia sociale. McGraw-Hill, 2000.
 
Dyer W.W.  Prendi la vita nelle tue mani.  Superbur, 1997.
 
 
Lyddon, W.J., Jones, J.V. L’approccio evidence-based in psicoterapia. McGraw-Hill, Milano, 2002.
 
Tsai Chih Chung  Dice lo zen. Feltrinelli, 1994.
 
Tagore R., in   AA. VV. Piccolo breviario per affrontare la paura. Gribaudi, 1987.
 
Watzlawick P.   Il codino del barone di Munchhausen. Ovvero: psicoterapia e realtà.   Feltrinelli, 1989.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Psicologo Reggio Emilia e Carpi (Mo)