News e Notizie di Psicologia e Psicoterapia breve
Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapia breve
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ACT: la terapia dell'accettazione e dell'impegno

Negli ultimi anni ha preso sempre più piede una nuova corrente della terapia comportamentale chiamata ACT (acronimo che significa psicoterapia dell'accettazione e dell'impegno). L'ACT è una psicoterapia che unisce i principi della scienza del comportamento a quelli dell'accettazione, tipicamente orientali (meditazione, mindfulness ecc...). 
Accettare significa imparare a tollerare, a stare con le emozioni. Immaginiamo di aver paura di aver un attacco di panico. Solitamente la persona vorrebbe qualcosa che le consenta di eliminare la paura e così facendo, ossia evitandola o combattendola, non fa altro che alimentarla. Invece se impara a fare posto alla paura, a individuarla nel suo corpo, a creargli spazio intorno ecco che dopo un po' la paura se ne va da sola!! Insomma creo le condizioni favorevoli affinchè le cose accadano. 
Questo è anche il senso di tutta la psicoterapia.
Come un contadino che pianta i semi, cura il terreno innaffiandolo e ingrassandolo affinchè si creino le condizioni migliori per far si che i semi diventino fiori o piante.
L'impegno invece significa che la persona deve essere sempre più orientata nelle sue azioni dai suoi valori più importanti. Per vivere una vita ricca e significativa occorre vivere in linea con i nostri valori più profondi. E questo richiede certamente impegno! Soprattutto se delle emozioni negative e dei pensieri negativi sembrano ostacolarci.

LIBERI DI VOLARE

Nuovo corso per vincere la paura di volare LIBERI DI VOLARE.
Sabato 1 ottobre partirà il nuovo corso per vincere la paura di volare unico in Italia. Infatti questo è l'unico corso che prevede oltre a una seduta di 5 ore in aula insieme al Dott, Fabio Gherardelli, psicologo e psicoterapeuta esperto di ipnosi e psicoterapia breve, tre viaggi aerei insieme al Dottore e suoi collaboratori. In base all'opzione scelta è possibile iscriversi a uno, a due o a tutti e tre (opzione consigliata) i viaggi aerei. L'ulitmo volo prevede il pernottamento in hotel e il ritorno il giorno successivo.
Per informazioni potete visitare il sito www.vincerelapauradivolare.it o telefonare al Dott. Fabio Gherardelli al 3384854858.


LEZIONI DI VITA

vincere la paura di volare


Gestire le emozioni

L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.

Kahlil Gibran

La mancanza di consapevolezza emotiva è un fattore di rischio per lo sviluppo del disagio psicologico. Le persone con scarsa capacità di gestire le proprie emozioni sperimentano più facilmente alti livelli di ansia, rabbia, ostilità, tristezza. Una buona consapevolezza emotiva è invece alla base dell'empatia, migliora l'adattamento, favorisce lo sviluppo di altre competenze personali e sociali e migliora le relazioni interpersonali. La qualità dell’esistenza di ogni persona è influenzata dal modo in cui apprende, fin dai primi anni ad affrontare le proprie emozioni: se prevalgono reazioni emotive distruttive, queste finiranno per influenzare negativamente il benessere psicologico.
La società in cui viviamo sembra sempre più disprezzare l'importanza delle emozioni a vantaggio della fredda razionalità: prova ad immaginare un mondo popolato da persone senza emozioni che basino le loro decisioni sulla base della sola fredda logica.
Queste persone interagirebbero tra loro per fini pratici e la loro giornata consisterebbe nel svegliarsi, lavorare, pranzare, tornare a casa, passare il loro tempo libero a esercitare il corpo oppure sedute sul divano in silenzio.
Non esisterebbe la musica, il cinema, l’arte, la letteratura, il gioco e lo sport. Queste persone non sorriderebbero, non si abbraccerebbero, non manifesterebbero forme di affetto. Nei loro volti ci sarebbe sempre la solita espressione, ferma e immutabile.
Non esisterebbe la felicità, la speranza e la parola amore non avrebbe nessun significato
Questa sarebbe la "triste" vita umana senza emozioni.
Ci sono 6 emozioni primarie e innate chesi manifestano nei periodi iniziali della vita, universali e transculturali e sono: rabbia, paura, disgusto, sorpresa, tristezza, felicità.
Poi successivamente si sviluppano anche quelle più complesse come: orgoglio, gelosia, invidia, senso di colpa, amore, vergogna, speranza, ansia, perdono, compassione, depressione, gratitudine.
Saper gestire le emozioni è una delle competenze più importanti che puoi acquisire nella vita. Non sapere intervenire sul proprio stato emotivo significa essere in balia di forze interne con risultati dannosi o limitanti sulla nostra vita..
Fortunatamente sul proprio stato emotivo si può intervenire con diverse tecniche.
Molti mi scrivono chiedendo se esistono validi corsi su come imparare a gestire le emozioni. E' per questo che ho deciso di fare un video-corso (con inserti audio e video) in modo da renderlo disponibile al più presto con tante tecniche e strategie utili... working in progress!!!

Abuso di psicofarmaci


I dati del Rapporto Osmed 2014 diramati dall’Aifa sono a dir poco inquietanti: in Italia il consumo dei farmaci antidepressivi è diventato così ampio da costituire, a detta della suddetta agenzia, ‘una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica’. 
Durante i primi 9 mesi del 2014, gli italiani hanno comprato più psicofarmaci antidepressivi e contestualmente meno farmaci antibiotici e meno vaccini. Non c’è da stupirsi: da tempo l'ansiae la depressione (secondo i protocolli medici i farmaci antidepressivi vengono prescritti non solo a chi soffre di depressione ma anche a chi ha un disturbo di ansia) vengono individuati come fattori prinicpali della crisi sociale del nostro tempo. 
Quello che invece stupisce è che purtroppo il Servizio Sanitario Nazionale continui a trascurare colpevolmente l’apporto della psicoterapia offerta da psicologi e psicoterapeuti. Infatti la psicoterapia risulta essere molto utile e efficace nella cura di queste problematiche.
Curare l'ansia e la depressione costa molto poco rispetto ai costi diretti ed indiretti che genera. E il rapporto Osmed ne è l’ennesima conferma.


Superare la paura di volare

E' nato il nuovo portale VINCERE LA PAURA DI VOLARE, sito gestito e diretto dal Dott. Fabio Gherardelli  http://www.vincerelapauradivolare.it/ , che si occupa della paura di volare ma soprattutto delle soluzioni. Il Dott. Fabio Gherardelli ha progettato un percorso terapeutico unico nel suo genere che prevede 7 incontri di cui gli ultimi 3 con viaggio aereo.
La paura di volare (chiamata anche aerofobia o aviofobia) oggi è molto diffusa. Si può manifestare con una sensazione di crescente tensione e di malessere fino ad arrivare a dei veri e propri attacchi di panico debilitanti e che portano la persona a evitare la situazione temuta (in questo caso l'aereo).La paura di volare (chiamata anche aerofobia o aviofobia) oggi è molto diffusa. Si può manifestare con una sensazione di crescente tensione e di malessere fino ad arrivare a dei veri e propri attacchi di panico debilitanti e che portano la persona a evitare la situazione temuta (in questo caso l'aereo).
Il protocollo per superare la paura dell'aereo, fondato su conoscenze scientifiche e metodologie moderne, è costituito da 7 sedute di cui 3 con viaggio aereo di breve durata (accompagnati dagli psicologi e psicoterapeuti Dott. Fabio Gherardelli e/o Dott. Enrico Vellani) con compagnie low-cost.

La paura della paura e la paura di volare

Spesso alla base della paura di volare non c'è principalmente, come si crede erroneamente, la paura che l'aereo possa cadere, ma la paura di stare male e/o la paura di avere un attacco di panico e quindi la paura di non avere il controllo della situazione ("E se sto male cosa faccio...??? E se mi viene il panico come faccio a scendere...??" ecc..). .
Gli attacchi di panico possono cominciare in qualunque luogo e poi proseguire in una vera e propria escalation, nel senso che si comincia ad evitare certi luoghi in cui si teme che venga l'attacco di panico per poi evitare altri luoghi ritenuti "a rischio". 
Il circolo vizioso è sempre lo stesso: la paura della paura. 
Nella realtà clinica, una distinzione importante in riferimento a questo disturbo è relativa alla rilevazione di quando questo manifesti i suoi momenti critici ossia: se la reazione di panico sia prodotta da situazioni specifiche o se questa può avvenire ovunque e dovunque; nel primo caso, come per esempio nei casi di agorafobia con attacchi di panico o claustrofobia con attacchi di panico, la crisi di panico è associata a specifiche situazioni come, ad esempio, il rimanere da soli, l'allontanarsi da luoghi sicuri, l'entrare in luoghi chiusi o trovarsi in mezzo alla folla. Di conseguenza gli attacchi possono essere previsti e le persone tendono ad organizzare la vita sulla base dell'evitamento di tali prevedibili minacciose circostanze. 
Nel secondo caso, invece, non esiste possibilità di previsione, l'attacco di panico può avvenire in qualunque circostanza, perciò la persona non ha la possibilità di controllare le situazioni ma è continuamente sotto stress da allerta (come nelle forma più severe di DAP). 
In tale condizione, ciò che fa scatenare il terrore non è una circostanza esterna ma anche la ben che minima alterazione del proprio organismo, ad esempio un lieve alterarsi del battito cardiaco, una sensazione di non perfetto equilibrio, il sentirsi non perfettamente lucidi, ecc. Di solito queste persone spaventandosi e cercando di voler controllare tali risposte spontanee fisiologiche, finiscono per esacerbarle fino al punto di una vera e propria crisi di panico (infatti è proprio l'eccesso di tentato controllo che fa perdere il controllo ossia proprio tale sforzo di controllo costruisce letteralmente i sintomi che fanno poi perdere il controllo!).
A questo punto la persona se possibile tenterà la fuga dalla situazione spaventosa oppure chiederà disperatamente aiuto a qualcuno. Il ripetersi di tale copione mantiene e alimenta la patologia fobica descritta. Quindi, di solito, se le cause scatenanti il disturbo di panico (DAP) possono essere diverse, multiple e personali, il copione attraverso cui si mantiene tale patologia è spesso un circolo vizioso molto simile in tutti i casi (e quindi simili saranno le "tecniche" e le "strategie" atte a romper questo vero e proprio circolo vizioso in tutte le persone che presentano tale disturbo).

Vinci la paura di volare

Il prossimo percorso terapeutico per vincere la paura di volare (7 incontri di cui gli ultimi 3 con viaggio aereo incluso) inizierà sabato 9 Maggio 2015. 
Per maggiori informazioni potete contattarci su Vincere la paura di volare oppure su:
http://www.vincerelapauradivolare.it/
La paura di volare (chiamata anche aerofobia o aviofobia) oggi è molto diffusa. Si può manifestare con una sensazione di crescente tensione e di malessere fino ad arrivare a dei veri e propri attacchi di panico debilitanti e che portano la persona a evitare la situazione temuta (in questo caso l'aereo).
Il protocollo per superare la paura dell'aereo, fondato su conoscenze scientifiche e metodologie moderne, è costituito da 7 sedute di cui 3 con viaggio aereo di breve durata (accompagnati dagli psicologi e psicoterapeuti Dott. Fabio Gherardelli e/o Dott. Enrico Vellani) con compagnie low-cost.
Diverse compagnie aeree propongono corsi intensivi di 2 giorni con solo 1 volo aereo accompagnato. Ma dalla nostra esperienza clinica e dalle conoscenze scientifiche moderne sulla paura, per superare una paura radicata non è sufficiente affrontarla una sola volta, bensì va affrontata più e più volte a distanza di tempo in modo da radicare il nuovo apprendimento funzionale e renderlo duraturo. Ecco perché il nostro protocollo prevede 3 viaggi aerei accompagnati distanziati l'uno dall'altro da 15-20 giorni. Per lo stesso motivo il nostro non può essere definito un corso ma un vero e proprio percorso terapeutico.
La novità assoluta e ciò che rende questo corso (o per meglio dire percorso terapeutico) un'esperienza unica e irripetibile nel suo genere sono proprio i 3 viaggi aerei compresi nel percorso sotto la guida esperta del Dott. Fabio Gherardelli e/o del Dott. Enrico Vellani. 
In questo modo la persona può sperimentare le procedure e le tecniche di gestione dell'ansia e della paura imparate nel percorso terapeutico. 
Attraverso la procedura di esposizione in vivo (3 viaggi aerei di andata e ritorno), alla fine del percorso la persona può sentirsi sicura di aver superato la paura dell'aereo. Infatti, come per tutte le paure, valgono le parole di Cesare Pavese "non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola".

Concentrarsi sulla soluzione

Molto spesso le persone che hanno un problema continuano a porsi le domanda sbagliate in cerca di risposte giuste. Una tipica domanda sbagliata è "perché ho questo problema... o devo avere questo problema??", pensando che la risposta giusta possa portarle a stare bene e a risolvere la problematica. Comprensibilmente, le stesse domande sbagliate le pongono anche quando si rivolgono a me. Ma la prima cosa da capire è che la domanda è sbagliata e fino a quando continueranno a porsela non potranno superare il problema. E' come trovarsi davanti a un masso e chiedersi perché quel masso è proprio lì... qualunque risposta non sarà di aiuto per superarlo...
La vera domanda che le persone dovrebbero farsi è questa: "Cosa farei se non avessi questo problema??", e poi impegnarsi a fondo nel cercare le risposte... 
Lì spesso c'è anche la soluzione.... 

Quando il panico diventa un problema

Oggi il disturbo di panico è sempre più diffuso. Sul piano clinico occorre differenziare tra l'attacco di panico, che è considerato fisiologico come una semplice reazione a uno stress acuto o cronico, e il disturbo di panico, ossia quando si instaura il circolo vizioso della paura della paura. 
Nel caso del disturbo di panico, l'attacco di panico può essere vissuto come improvviso e totalmente imprevisto, oppure può essere legato a determinate situazioni, come i posti lontani da casa e quindi non sicuri (agorafobia) oppure i posti affollati e/o i posti chiusi (claustrofobia). Le persone con tale problema tendono ad evitare tali luoghi in modo da prevenire l'attacco di panico. Purtroppo però in questo modo non fanno altro che rinforzare il circolo vizioso e aumentare la paura delle paura. 
A seconda del tipo varia anche l'intervento. Nel secondo caso è fondamentale agire proprio sull'evitamento. Solo cominciando ad affrontare le situazioni che teme la persona riuscirà ad acquisire maggiore sicurezza e a rompere il circolo vizioso. Anche la rete di protezione che la persona si è costruita va demolita gradualmente in modo che la persona impari ad affrontare le sensazioni del panico da sola, senza l'aiuto di nessuno.

Cura dell'ansia

Per imparare a gestire l'ansia occorre imparare a vederla diversamente. Fino a quando la vedrai come una tua nemica continuerai a combatterla e in questo modo cadrai nel "paradosso di Rambo": ossia più la combatti e più le dai forza e in questo modo l'ansia cresce. Se invece impari a lasciarti andare "dentro" l'ansia stessa allora esci dal paradosso e in questo modo impari a gestirla. E' come una nuvola grigia: fintanto che vuoi restarne alla larga, essa continuerà a pedinarti. Ma dal momento in cui decidi di entrarci dentro e di lasciarti trasportare dalle sensazioni come da una corrente di un fiume, ecco che ti accorgi che la corrente è passata e che il nemico in realtà non esiste. Non è facile ma attraverso l'applicazione quotidiana impari a considerare l'ansia in modo diverso e quindi a gestirla. In questo senso la cura dell'ansia è in realtà modificare la propria reazione nei confronti dell'ansia e quindi la propria percezione. Invece fino a quando continuerai a curare l'ansia come una malattia da eliminare non potrai realmente imparare a gestirla.

Ipnosi e induzione ipnotica

L'ipnosi è una tecnica terapeutica che consente di curare molte problematiche. Non è uno stato magico ma uno stato naturale che proviamo ogni giorno quando siamo assorti in qualcosa che stiamo facendo, ad esempio mentre leggiamo un libro o guardiamo un film, oppure mentre svolgiamo un'attività routinaria come ad esempio guidare la macchina (quante volte ti sarà capitato di guidare la macchina e alla fine della strada non ricordarti se il semaforo a un dato incrocio era rosso o verde o dei dettagli del percorso...). Ipnosi significa concentrare l'attenzione al proprio mondo interno. E' uno stato di focalizzazione dell'attenzione che passa dal'esterno all'interno. In questo stato molte ricerche dimostrano che il nostro cervello è più plastico, quindi aperto all'apprendimento e al cambiamento che si vuole ricercare. Indurre uno stato ipnotico è relativamente semplice: esistono diverse tecniche, più o meno dirette. Quando la mente si focalizza su una idea ecco che comincia a entrare in uno stato ipnotico. Ad esempio se ora io ti parlassi del fatto che mentre stai leggendo queste righe puoi non essere consapevole dei tuoi occhi e delle tue palpebre... e del fatto che ci sono una ventina di muscoli intorno all'occhio che fanno sbattere le palpebre... e che mano a mano che leggi puoi sentire sempre meglio le palpebre che si muovono... e mentre si muovono puoi sentire anche la pesantezza delle palpebre... e più lo noti e più diventano pesanti... e  mentre le palpebre continuano a sbattere potresti sentire il desiderio di chiuderle sempre di più... 
Se hai letto con attenzione queste righe avrai notato come la tua attenzione si sia focalizzata sulle palpebre e su come questo ti abbia portato a notare sempre di più il movimento delle palpebre e a sentire sempre di più il bisogno di chiuderle. A quel punto basta davvero poco per far sprofondare la persona dentro se stessa!!  

Gli effetti positivi della gentilezza

Quando pensi agli effetti collaterali, la prima cosa che ti viene in mente sono i farmaci. 
Ma ci credi che anche la cortesia, gli atti gentili, la gentilezza, hanno effetti collaterali su di te? 
Ecco i 5 effetti che la gentilezza procura:

1) La gentilezza ti rende più felice
Quando fai qualcosa di gentile per qualcun altro, ti senti bene. A livello spirituale, molte persone sentono come te che la gentilezza è la cosa giusta da fare; scopri qualcosa di profondo dentro di te che dice: “Questo è ciò che amo essere”.
A livello biochimico, si ritiene che la buona sensazione derivante da un atto di gentilezza sia dovuta a livelli elevati di combinazioni naturali di morfina ed eroina prodotte dal cervello. Grazie all’aumento dei livelli di dopamina nel cervello si ottiene infatti un elevato e naturale effetto chiamato Helper’s High definibile come una sensazione di profonda euforia seguita da piacevole calma.

2) La gentilezza rende più sano il tuo cuore
Gli atti di gentilezza sono spesso accompagnati da calore emotivo. Il calore emotivo produce l’ormone ossitocina. Di recente interesse è il suo ruolo significativo nel sistema cardiovascolare.
L’ossitocina provoca il rilascio di una sostanza chimica chiamata ossido nitrico nei vasi sanguigni, che dilata (allarga) i vasi sanguigni. Questo riduce la pressione sanguigna e quindi l’ossitocina è nota come ormone ‘cardioprotettivo’ perché protegge il cuore (abbassando la pressione sanguigna). Se gli atti di gentilezza producono ossitocina, la gentilezza è a tutti gli effetti cardioprotettiva!

3) La gentilezza rallenta l’invecchiamento
L’invecchiamento a livello biochimico è una combinazione di molte cose, ma i due colpevoli principali che accelerano il processo d’invecchiamento sono i radicali liberi e l’infiammazione, entrambi derivanti da scelte di stile di vita malsana.
Una ricerca mostra ora che l’ossitocina (che produciamo anche attraverso il calore emotivo) riduce i livelli di radicali liberi e l’infiammazione del sistema cardiovascolare rallentando l’invecchiamento alla fonte.
Inoltre esistono suggerimenti  e notizie interessanti delle riviste scientifiche a proposito del forte legame tra la compassione e l’attività del nervo vago. Il nervo vago, così come per la regolazione della frequenza cardiaca, controlla anche i livelli di infiammazione nel corpo. Uno studio che ha utilizzato la meditazione buddista tibetana della gentilezza e compassione, ha scoperto che gentilezza e compassione hanno, infatti, potere anti-infiammatorio nel corpo, molto probabilmente a causa dei suoi effetti sul nervo vago.

4) La gentilezza migliora le relazioni
Questo è uno dei punti più evidenti. A tutti noi piace la gente che ci mostra gentilezza. Questo perché la gentilezza riduce la distanza emotiva tra due persone e così ci si sente più “legati”. E’ qualcosa di così forte in noi che in realtà è una cosa genetica. Siamo cablati per la gentilezza.
I nostri antenati evolutivi hanno dovuto imparare a collaborare tra loro. Il più forte dei legami affettivi all’interno dei gruppi, per dare la possibilità di sopravvivenza nasce dalla gentilezza. I geni della gentilezza sono stati incisi nel genoma umano per non farlo estinguere.
Così oggi, quando siamo gentili gli uni con gli altri, ci sentiamo in un certo senso collegati e nuove relazioni sono forgiate, o rafforzate quelle esistenti.

5) La gentilezza è contagiosa
Spesso gli altri ti ispirano a essere gentile e gli studi dimostrano che in realtà la gentilezza crea un effetto a catena che si estende verso l’esterno e che vale per i tuoi amici, per gli amici dei tuoi amici e così via fino al terzo grado di relazione. Proprio come una pietra gettata in uno stagno, crea un susseguirsi di onde sulla superficie dell’acqua, l’atto di gentilezza si estende verso l’esterno toccando la vita degli altri e ispirando la gentilezza di altri.
Un recente studio scientifico del New England Journal of Medicine ha riferito che un anonimo di 28 anni, entrando in una clinica e donando un rene, scatenò un effetto a catena per cui i coniugi e altri familiari di colui che beneficiò del rene, a loro volta donarono un rene a chi era in attesa di trapianto. L’effetto domino, come è stato chiamato nel rapporto del New England Journal of Medicine, ha attraversato in lungo e in largo gli Stati Uniti d’America, facendo in modo che 10 persone ricevessero un nuovo rene come conseguenza di quel donatore anonimo.

corso per vincere la paura di volare

PERCORSO TERAPEUTICO PER VINCERE LA PAURA DELL'AEREO



Novità assoluta!!!!!


La paura è solo un'illusione. Finché non ti alzi e diventi padrone del tuo essere e diventi più grande della paura, ne resterai schiavo per tutta la vita. Non importa dove vai o con chi sei, essa sarà sempre con te. Per vincere la tua paura devi affrontarla, perché non c'è luogo dove nasconderla.

                                                                                                                        Ramtha


Numero minimo di partecipanti: 3
Numero massimo di partecipanti: 10

Sede del corso: Carpi (Mo) e/o Modena.

Orari: 18,30 - 20 (oppure il sabato 15 - 16,30).

Il gruppo sarà condotto dagli psicologi e psicoterapeuti esperti di ipnosi e di psicoterapia breve, Dott. Fabio Gherardelli e Dott. Enrico Vellani.

La paura di volare è molto diffusa. Si può manifestare con una sensazione di crescente tensione e di malessere fino ad arrivare a veri e propri attacchi di panico debilitanti e che portano a evitare la situazione temuta (in questo caso l'aereo).

Il protocollo per superare la paura dell'aereo, fondato su conoscenze scientifiche e metodologie moderne, è costituito da 7 sedute di cui 3 con viaggio aereo di breve durata (accompagnati dagli psicologi e psicoterapeuti Dott. Fabio Gherardelli e Dott. Enrico Vellani) con compagnie low cost (partenza dall'aeroporto Marconi di Bologna e/o aeroporto Catullo di Veronae viaggio di andata e ritorno lo stesso giorno (le mete vengono decise in base al costo del biglietto, alla distanza e ai desideri delle persone).

STRUTTURA del PROTOCOLLO:
 
La prima, la seconda e la terza seduta sono sedute di gruppo e hanno una durata di circa un'ora e mezza. Le persone hanno modo di conoscersi e di condividere le loro esperienze, le loro paure e i loro bisogni. Vengono fornite spiegazioni sul ruolo della paura e dell'ansia e analizzati gli errori principali, i falsi miti e i pensieri catastrofici di chi cerca di superare la paura di volare. Sono inoltre insegnate e sperimentate alcune tecniche di gestione del'ansia.
Le prime tre sedute hanno una cadenza settimanale (una alla settimana).
La quarta seduta è individuale e ha l'obiettivo di desensibilizzare la persona dalla paura mediante una procedura di ipnosi o di rilassamento con fantasia guidata. Questa seduta è registrata in modo da poter essere riascoltata a casa diverse volte e può essere ascoltata anche durante i 3 viaggi aerei. 
A seguire (dopo circa 15-20 giorni dalla quarta seduta) ci sono 3 viaggi aerei con accompagnamento (partenza il sabato ma potrebbe variare a seconda delle esigenze dei partecipanti) presso città italiane e/o europee con partenza Bologna e/o Verona. Il viaggio è di andata e ritorno lo stesso giorno. Ai partecipanti viene data la possibilità di portare con sé una persona cara (che dovrà pagare solo il prezzo del biglietto aereo di andata e ritorno più un supplemento di 50 euro). Tra un viaggio aereo e l'altro passano circa 15-20 giorni. Per tutta la giornata del viaggio aereo di andata e ritorno, il Dott. Fabio Gherardelli e il Dott. Enrico Vellani restano sempre disponibili nei confronti dei partecipanti per supportarli e aiutarli in modo da far vivere loro l'esperienza del volo il più naturale e confortevole possibile. 

La novità assoluta e ciò che rende questo corso (o per meglio dire percorso terapeutico) un'esperienza unica e irripetibile nel suo genere sono proprio i 3 viaggi aerei compresi nel percorso sotto la guida esperta del Dott. Fabio Gherardelli e del Dott. Enrico Vellani. In questo modo la persona può sperimentare le procedure e le tecniche di gestione dell'ansia e della paura imparate nel percorso terapeutico. Attraverso la procedura di esposizione in vivo (3 viaggi aerei di andata e ritorno), alla fine del percorso la persona può sentirsi sicura di aver superato la paura dell'aereo. Infatti, come per tutte le paure, vale il vecchio adagio che "per vincere una paura occorre sempre affrontarla".

Perché 3 viaggi aerei e non solo 1? 

Diverse compagnie aeree propongono corsi intensivi di 2 giorni con solo 1 volo aereo accompagnato. Ma dalla nostra esperienza clinica e dalle conoscenze scientifiche moderne sulla paura, per superare una paura radicata non è sufficiente affrontarla una sola volta, bensì va affrontata più e più volte a distanza di tempo in modo da radicare il nuovo apprendimento funzionale e renderlo duraturo. Ecco perché il nostro protocollo prevede 3 viaggi aerei accompagnati distanziati l'uno dall'altro da 15-20 giorni. Per lo stesso motivo il nostro non può essere definito un corso ma un vero e proprio percorso terapeutico.


Per maggiori informazioni o per richiedere l'iscrizione al corso/percorso innovativo per vincere la paura di volare: